VOLI  PINDARICI

 

Gli atomi infranti dei nostri sogni

orbitano nell’etere mentre la jena ride

di tutto ciò che è vano

Gabbiani controvento nel tortuoso corridoio

delle illusioni  tessono il tempo

che fu nostro.

Ci dimenammo nella palude salmastra della

vita cercando di dare un senso a questa poesia

che, come si può ben notare, mi sta sfuggendo dalle mani…

Eh?

Allora ci vieni te a scriverla, furbino!

 

                                           

                                  

CHE NE E’

 

Che ne è del sogno che ci univa,

e della spada incorruttibile che lo difendeva.

Che ne è  delle parole che hanno carezzato il tuo volto

e che il vento ha disperso.

Che ne è della luce e dell’onda possente

che cavalcammo, sicuri come dèi immortali,

Che ne è dell’attimo eterno vissuto

nel gioco di occhi che sembrava infinito e della

pinolata che era in frigo?

Come?

Tustiantàssi!

 

 

                           

 

 

AEROFAGIA

 

Il flauto, lento, suonava

una musica da camera...

 

 

 

 

 

ALZHEIMER

 

  Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi…?

  NOOO??? …MA ALLORA NON TI

RICORDI UN CAZZOOO!