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VOLI PINDARICI Gli atomi infranti dei nostri sogni orbitano nell’etere mentre la jena ride di tutto ciò che è vano Gabbiani controvento nel tortuoso corridoio delle illusioni tessono il tempo che fu nostro. Ci dimenammo nella palude salmastra della vita cercando di dare un senso a questa poesia che, come si può ben notare, mi sta sfuggendo dalle mani… Eh? Allora ci vieni te a scriverla, furbino!
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CHE NE E’ Che ne è del sogno che ci univa, e della spada incorruttibile che lo difendeva. Che ne è delle parole che hanno carezzato il tuo volto e che il vento ha disperso. Che ne è della luce e dell’onda possente che cavalcammo, sicuri come dèi immortali, Che ne è dell’attimo eterno vissuto nel gioco di occhi che sembrava infinito e della pinolata che era in frigo? Come? Tustiantàssi!
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AEROFAGIA
Il flauto, lento, suonava una musica da camera...
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ALZHEIMER RICORDI UN CAZZOOO!
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