AMPELIO

 

Ampelio

tornava a casa

in quella notte senza luna.

Il suo passo era agile

e i suoi pensieri

si perdevano alti

oltre la volta celeste.

Più tardi,

camminando sulla moquette di casa,

notò che aveva pestato

perlomeno tre o quattro

merde.

 

 

AMORE

 

  Amore dagli occhi di giada,

amore dai lunghi capelli corvini,

morbidi come la seta degli dei,

amore più grande del più grande amore,

amore più profondo

di ogni insondabile abisso,

amore tra le cui braccia

ogni uomo si perde

obliandosi nel tuo caldo profumo,

    amore, senti qui che lavoro..

 

                                          

                       OMBROSO

 

I bambini giocavano a far

rimbalzare i sassi sul mare.

Cio’ non mi piaceva

ma non sapevo come dirglielo

dato che erano stranieri.

Ne affogai uno.

 

Gli altri parvero capire.

 

ROSE

 

Le cercavamo insieme.

Abbiamo trovato

delle rose.

Erano le sue rose.

Erano le mie rose.

Le sue rose.

Le mie rose.

  Oh, allora, m’è toccato leticacci!

DOLLY

 

Torno a casa

e la cosa ti sorprende.

Ti parlo della mia giornata

e hai la faccia sorpresa.

Ti bacio

e mi appari sorpresa.

Facciamo l’amore

e sei, logicamente, sorpresa.

Qualsiasi cosa io faccia

noto nel tuo volto una espressione sorpresa.

Devo proprio essere un tipo originale!

Vero, bambola?

 

 

 

PER TU

 

Ti seguirò

fino alla fine del mondo.

Percorrerò i sette mari

dai sette colori

Affronterò i quattro venti

ruggenti

Scalerò

il Cerro Torre

tagliente come un urlo di dolore.

Traverserò

la Death Valley

ostile come il peggior nemico.

 

Ma sei poi scopro che ‘un

ti sei mai mossa di casa

mi fai incazzà.

 

 

 

ZAPPING

 

Ho visto le mura di Babilonia

cadere, vinte dal tempo e dalla

follia dell’uomo.

Ho visto torme di cavalieri senza

volto scontrarsi in terre lontane,

e gli acciai stridere, e i fiumi

ribollire di sangue.

Ho visto teste di imperatori

invincibili rotolare nel fango

della strada, spazzate dal vento

come foglie dal ramo.

Ho visto lampi solcare il cielo

nelle notti di tempesta, e

montagne sventrate nelle sue

stesse viscere da un fuoco

possente e impetuoso.

Ho visto il mare ingoiare vascelli,

e urla, e grida di disperazione,

e uomini pregare un dio mai

conosciuto.

Ho visto orribili funghi di luce

attanagliare il cielo, e acciaio

fuso, e città dissolversi come

castelli di sabbia al maestrale.

E ho visto il silenzio solenne

della morte regnare sul nulla,

sul vuoto, e un vento come un

crescendo d’organo da cattedrale

che suoni la sinfonia abissale

di tutte le cose.

Poi ho spento la TV e mi sono

toccato le palle.

 

 

 

LEI

 

  Lei, bellissima,

se ne stava

muta

in quel pinzo.

Io le parlai, lei non rispose.

Era muta,

proprio.

 

 

 

QUERCIA

 

Devo ritrovare la quercia

sulla quale incisi il mio amore.

Amore eterno, inflitto con tagli profondi

su quella scorza liscia, con furia,

furia cieca di far sapere al mondo

che lei per me era il mondo,

di far sapere a tutti

che lei era tutto.

Devo ritrovare la quercia

dove incisi il mio amore.

Andrò al pronto soccorso:

forse è lì che hanno portato

la mia amata

Paola Quercia.

 

 

 

AUTUNNO

 

Adoro le brume mattutine

specie

se mi alzo più tardi,

verso il tocco.