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AMPELIO Ampelio tornava
a casa in
quella notte senza luna. Il
suo passo era agile e
i suoi pensieri si
perdevano alti oltre
la volta celeste. Più
tardi, camminando
sulla moquette di casa, notò
che aveva pestato perlomeno
tre o quattro merde.
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AMORE
Amore dagli occhi di giada, amore
dai lunghi capelli corvini, morbidi
come la seta degli dei, amore
più grande del più grande amore, amore
più profondo di
ogni insondabile abisso, amore
tra le cui braccia ogni
uomo si perde obliandosi
nel tuo caldo profumo, amore, senti qui che lavoro.. |
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OMBROSO I
bambini giocavano a far rimbalzare
i sassi sul mare. Cio’
non mi piaceva ma
non sapevo come dirglielo dato
che erano stranieri. Ne
affogai uno. Gli
altri parvero capire. |
ROSE
Le
cercavamo insieme. Abbiamo
trovato delle
rose. Erano
le sue rose. Erano
le mie rose. Le
sue rose. Le
mie rose. |
DOLLY Torno
a casa e
la cosa ti sorprende. Ti
parlo della mia giornata e
hai la faccia sorpresa. Ti
bacio e
mi appari sorpresa. Facciamo
l’amore e
sei, logicamente, sorpresa. Qualsiasi
cosa io faccia noto
nel tuo volto una espressione sorpresa. Devo
proprio essere un tipo originale! Vero, bambola?
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PER TU Ti
seguirò fino
alla fine del mondo. Percorrerò
i sette mari dai
sette colori Affronterò
i quattro venti ruggenti Scalerò il
Cerro Torre tagliente
come un urlo di dolore. Traverserò la
Death Valley ostile
come il peggior nemico. Ma
sei poi scopro che ‘un ti
sei mai mossa di casa
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ZAPPING Ho
visto le mura di Babilonia cadere,
vinte dal tempo e dalla follia
dell’uomo. Ho
visto torme di cavalieri senza volto
scontrarsi in terre lontane, e
gli acciai stridere, e i fiumi ribollire
di sangue. Ho
visto teste di imperatori invincibili
rotolare nel fango della
strada, spazzate dal vento come
foglie dal ramo. Ho
visto lampi solcare il cielo nelle
notti di tempesta, e montagne
sventrate nelle sue stesse
viscere da un fuoco possente
e impetuoso. Ho
visto il mare ingoiare vascelli, e
urla, e grida di disperazione, e
uomini pregare un dio mai conosciuto. Ho
visto orribili funghi di luce attanagliare
il cielo, e acciaio fuso,
e città dissolversi come castelli
di sabbia al maestrale. E
ho visto il silenzio solenne della
morte regnare sul nulla, sul
vuoto, e un vento come un crescendo
d’organo da cattedrale che
suoni la sinfonia abissale di
tutte le cose. Poi
ho spento la TV e mi sono toccato le palle.
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LEI se
ne stava muta in
quel pinzo. Io
le parlai, lei non rispose. Era
muta,
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QUERCIA
Devo ritrovare la quercia sulla quale incisi il mio amore. Amore eterno, inflitto con tagli profondi su quella scorza liscia, con furia, furia cieca di far sapere al mondo che lei per me era il mondo, di far sapere a tutti che lei era tutto. Devo ritrovare la quercia dove incisi il mio amore. Andrò al pronto soccorso: forse è lì che hanno portato la mia amata Paola Quercia.
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AUTUNNO
Adoro le brume mattutine specie se mi alzo più tardi, verso il tocco.
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